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Mixosaurus
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Il mwbamixosauro (gen. mwbqmwbgMixosaurus) (mwbwBaur, 1887)cite-ref-1[1] è un mwdarettile marino estinto, appartenente agli mwdqittiosauri. Visse nel mwdgTriassico medio (mwdwAnisico - mweaLadinico, circa 244 - 240 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mweqEuropa, mwegAsia e mwewNordamerica.
Contents
• Note
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Descrizione
Questo animale è uno degli ittiosauri più piccoli. Solitamente le sue dimensioni non oltrepassavano di molto il metro di lunghezza, anche se sono noti esemplari lunghi anche due metri. Un tempo mwfwMixosaurus era considerato uno degli ittiosauri più primitivi; in realtà è evidentemente un genere specializzato, che oltre a possedere caratteristiche riscontrabili in ittiosauri basali, possiede anche caratteri che lo avvicinano maggiormente agli ittiosauri del mwgaGiurassico. Come questi ultimi, mwgqMixosaurus possedeva un mwggcorpo già fusiforme, ben diverso da quello slanciato di generi triassici come mwgwmwhaCymbospondylus o mwhqmwhgBesanosaurus. Il mwhwcranio era grande rispetto al corpo e l'mwiaorbita molto ampia, con un notevole mwiqanello sclerotico. Il rostro allungato era dotato di numerosi mwigdenti aguzzi e conici; quelli anteriori erano sottili, appuntiti e molto spaziati, mentre quelli posteriori erano robusti e smussati (Massare e Callaway, 1990). Il cranio della specie mwiwmwjaMixosaurus cornalianus era dotato di una mwjqcresta sagittale, associata all'espansione della mwjgfinestra temporale superiore. Questa caratteristica indica che mwjwMixosaurus possedeva mwkamuscoli delle mascelle eccezionalmente forti (Motani et al., 1999).
Il mwlwcollo era breve, come in tutti gli ittiosauri successivi. Gli arti anteriori erano più grandi di quelli posteriori. Non è chiaro se vi fosse una mwmapinna dorsale, ma sembra in ogni caso che la tipica pinna caudale a mezzaluna degli ittiosauri giurassici non si fosse ancora sviluppata; la mwmqcolonna vertebrale nella regione della coda, infatti, possiede una curvatura verso il basso appena accennata, ed è quindi probabile che solo il lobo inferiore fosse ben sviluppato. In ogni caso, le vertebre della zona mediana della coda possiedono spine neurali particolarmente sviluppate, a formare una convessità dorsale; queste caratteristiche potrebbero indicare la presenza di un'ampia coda nastriforme. Erano presenti circa 50 vertebre presacrali, il doppio di quelle solitamente presenti nei mwmgdiapsidi terrestri.
Caratteristiche simili a quelle degli altri ittiosauri triassici si riscontrano anche nelle ossa degli arti. mwnaRadio e mwnqulna, così come mwngtibia e mwnwfibula, sono ancora ossa relativamente lunghe e separate da un ampio spazio. Le mwoafalangimwoqpossiedono ancora, almeno in parte, una forma a clessidra. Le dita erano cinque e dotate di una modesta iperfalangia.
Classificazione
I primi fossili di questo animale furono scoperti nel giacimento di mwqgBesano, in mwqwItalia settentrionale, e vennero descritti da mwraFrancesco Bassani con il nome di mwrqmwrgIchthyosaurus cornalianus. Solo un anno dopo, il paleontologo tedesco Georg Baur notò certe peculiarità nella morfologia della nuova specie, tanto da classificarla in un genere a sé stante, mwsaMixosaurus appunto. Nel mwsq1902 il naturalista Emilio Repossi ridescrisse la specie, includendo nella monografia numerose illustrazioni e rendendo tale lavoro un cardine dello studio degli ittiosauri primitivi per molti anni a venire. I fossili originali di mwswMixosaurus, custoditi nel Museo di Storia Naturale di Milano, vennero poi malauguratamente distrutti nel corso della mwtqSeconda Guerra Mondiale.
Fortunatamente, però, i resti di mwtwMixosaurus erano particolarmente abbondanti nel giacimento di Besano e dell'attiguo mwuaMonte San Giorgio in mwuqSvizzera, e fu quindi possibile recuperarne una grande quantità. Ad oggi, sono stati recuperati talmente tanti esemplari che non è stato ancora possibile prepararne e studiarne gran parte. Paradossalmente, mwugMixosaurus cornalianus rimane una specie relativamente poco studiata, con una gran quantità di materiale ancora da visionare. È molto probabile, inoltre, che vari esemplari di ittiosauri provenienti dalla zona di Besano / Monte San Giorgio, provvisoriamente attribuiti a mwuwM. cornalianus, siano in realtà da attribuire a specie ancora sconosciute.
Un'altra specie attribuita al genere mwwgMixosaurus è mwwwmwxaM. kuhnschnyderi, proveniente anch'essa dalla formazione di Besano e ritrovata in territorio svizzero; questa specie venne inizialmente ritenuta appartenere a un genere a sé stante, mwxqmwxgSangiorgiosaurus (Brinkmann, 1998). Altre specie attribuite a mwxwMixosaurus provengono dalla mwyaCina: attualmente la più accreditata come specie valida è mwyqmwygM. xindianensis, proveniente dalla formazione di Guanling nella mwywprovincia di Guizhou (Chen e Cheng, 2010). Altre specie cinesi attribuite in passato a mwzaMixosaurus sono mwzqM. maotaiensis (attualmente noto come mwzgmwzwBarracudasaurus e da alcuni considerato un mwaamwaqnomen dubium), mwagM. panxianensis (attualmente noto come mwawmwbaBarracudasauroides) e mwbqM. yangjuanensis (considerata però un mwbgnomen dubium da Jiang e colleghi, 2008). Altri fossili attribuiti a mwbwMixosaurus sono stati ritrovati in mwcaCanada, mwcqStati Uniti (mwcgNevada) e nell'isola di mwcwTimor (mwdaM. timorensis). Tuttavia, gran parte di questi fossili, ascritti a varie specie di mwdqMixosaurus, potrebbero essere appartenute in realtà ad altri generi affini, come mwdgmwdwPhalarodon. Un'altra grande specie proveniente dalla mweaGermania, mweqM. atavus, è stata attribuita a un genere a sé stante, mwegmwewContectopalatus.
Filogenesi
mwfgMixosaurus è considerato abbastanza distinto dagli altri ittiosauri triassici da essere incluso in una famiglia a sé stante, mwfwMixosauridae, la quale nel corso degli anni è andata arricchendosi di ulteriori generi di ittiosauri. Negli ultimi anni la mwgatassonomia e mwgqfilogenesi di questa famiglia è stata un argomento controverso. All'interno della famiglia Mixosauridae sono stati riconosciuti due mwggmwgwsister groups, Mixosaurinae e Phalarodontinae. I primi sono caratterizzati da un mwhaomero relativamente breve e largo, mentre i secondi sono caratterizzati dalla mancanza di una scanalatura dentale nella mwhqmascella superiore. È stato inoltre suggerito che l'enigmatico mwhgmwhwTholodus schmidi dovrebbe essere incluso nella famiglia Mixosauridae, ma di questo animale è noto principalmente materiale dentale, per cui è difficile assegnarlo a una determinata famiglia (Jiang et al., 2006).
Il mwjwcladogramma che segue è basato sugli studi di Motani (1999), Maisch e Matzke (2000), e Jiang, Schmitz, Hao e Sun (2006), con i nomi dei cladi e generici basati su Maisch (2010):
Paleoecologia
Il mixosauro era probabilmente un animale che viveva in acque poco profonde e che possedeva una dieta generalizzata. Poteva cioè cibarsi di diversi tipi di prede. Ciò è indicato dalla mwkwdentatura che, stranamente per un ittiosauro, è costituita da elementi differenziati. I denti anteriori erano appuntiti e servivano per afferrare saldamente animali dal corpo molle, mentre i denti posteriori smussati e robusti venivano probabilmente utilizzati per frantumare i gusci dei mwlamolluschi o le scaglie dure dei mwlqpesci. Al contrario di molti ittiosauri triassici, mwlgMixosaurus non possedeva un corpo allungato e anguilliforme, ma un corpo più fusiforme e compatto, simile a quello degli ittiosauri successivi. Un modello corporeo simile si riscontra in alcuni squali attuali, come il centroforo (mwlwmwmaCentrophorus granulosus), e confermerebbe un notevole adattamento al nuoto nel mixosauro. Il rapporto tra lunghezza e altezza del corpo vertebrale di mwmqMixosaurus è pari a 2, intermedio tra quello degli ittiosauri più basali (0,9) e quello degli ittiosauri più derivati (2,5): le vertebre di mwmgMixosaurus, quindi, erano alte, strette e di forma discoidale. Si presume che mwmwMixosaurus nuotasse con ondulazioni della colonna vertebrale, ma non nel modo anguilliforme tipico degli ittiosauri triassici, bensì tenendo il tronco rigido e muovendo solo la coda e (forse) la parte posteriore del corpo.
Note
Bibliografia
• F. Bassani. 1886. "Sui fossili e sull'età degli schisti bituminosi triassici di Besano in Lombardia", mwqqAtti della Società Italiana di Scienze Naturali 29, pp.mwqg 15–72
• Repossi, D. E., 1902, "Il Mixosauro degli strati Triassici di Besano in Lombardia", mwraAtti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, v. 41, pp.mwrq 361–372.
• Massare, J. A. and J. M. Callaway. 1990. "The affinities and ecology of Triassic ichthyosaurs", mwrwGeological Society of America Bulletin 1021409-416.
• Motani, R., et al (1996). "Eel like swimming in the earliest ichthyosaurs", mwsqNature 382, pp.mwsg 347–388. doi:10.1038/382347a0.
• Motani, R., et al (1999). "The skull and Taxonomy of Mixosaurus (Ichthyoptergia)", mwtaJournal of Paleontology 73, pp.mwtq 924–935.
• Motani, R. (1999). "Phylogeny of the Ichthyopterygia". Journal of Vertebrate Paleontology 19: 472–495.
• Michael W. Maisch and Andreas T. Matzke (2000). "The Ichthyosauria", mwuaStuttgarter Beiträge zur Naturkunde, Serie B 298, p.mwuq 159.
• Jiang, D.-Y., L. Schmitz, W.-C. Hao, and Y.-L. Sun. 2006. "A new mixosaurid ichthyosaur from the Middle Triassic of China", mwuwJournal of Vertebrate Paleontology 26, pp.mwva 60–69.
• Jiang, D.-Y., W.-C. Hao, R. Motani, L. Schmitz, Y.-L. Sun, and Z.-Y. Sun. 2008. "Progress of research on Middle Triassic mixosaurids of Panxian, Guizhou and problems of “Mixosaurus” yangjuanensis Liu and Yin", 2008, mwvgActa Palaeontologica Sinica 47, pp.mwvw 377–384.
• Michael W. Maisch (2010). "Phylogeny, systematics, and origin of the Ichthyosauria – the state of the art", mwwqPalaeodiversity 3, pp.mwwg 151–214.
• Schmitz., et al (2010). "The taxonomic status of Mixosaurus nordenskioeldii", mwxaJournal of Vertebrate Palaeontology 25, pp.mwxq 983–985.
• Silvio Renesto; Cristiano Dal Sasso; Fabio Fogliazza; Cinzia Ragni (2020). "New findings reveal that the Middle Triassic ichthyosaur Mixosaurus cornalianus is the oldest amniote with a dorsal fin". Acta Palaeontologica Polonica. 65 (3): 511–522. doi:10.4202/app.00731.2020.
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Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Mixosaurus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Mixosaurus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.